Sì, lei non si butta dal treno in corsa, ovviamente.
Il film comunque ebbe delle critiche durissime al momento della sua uscita. Ho qui con me due recensioni d'epoca prese dal sito dei miei amici della Pollanet Squad, che ringrazio. La prima è de IL GIORNO, datata 23 maggio 1975. Ecco cosa dice:
Lezione sulla violenza con alcune immagini di grande effetto e qualche sconfinamento nel cattivo gusto. Il regista Aldo Lado dimostra di saperci fare, quando non esagera. Tiene sospesa l'attenzione con mezzi semplicissimi (un'ossessiva colonna sonora a base di armonica a bocca, il gioco spettrale delle luci), ma non va oltre il fatto, non riesce a dare uno spessore alla storia che, del resto, si avvia ad un incredibile finale. Gli attori giovani che danno corpo alle immagini di due violenti finiscono con l'occupare tutto lo schermo, lasciando ai margini gli altri, ed è un difetto della struttura, perché così la lezione presunta si trasforma in esaltazione della violenza.
Che ne dice?
(ride) Beh, IL GIORNO era un giornale molto conservatore, allora come adesso...
In ogni caso per me i critici sono in gran parte delle persone che volevano fare i registi e non ce l'hanno fatta.
Ci sono anche delle persone che fanno i critici avendo un vero talento, ma è una minoranza.
All'epoca i critici erano dei giornalisti come dire...
...un po' frustrati....
Sì. Ma in fondo ognuno ha la sua opinione. A distanza di trent'anni questo film ha ancora un pubblico che lo ama, viene seguito dagli appassionati di cinema e non certo solo in Italia. Anche Tarantino, per esempio, ha parlato di questo film. È stato distribuito in tutto il mondo, tutti l'hanno visto.
Ci sono dei film che furono acclamati come capolavori e che invece poi vengono dimenticati.
Qui ho un'altra recensione. Credo che Le farà piacere perché dimostra che il film ha raggiunto il suo scopo.
Questa è firmata da Renato Palazzi de Il Corriere Della Sera, uscita il 25 maggio 1975. Dice così:
Filtrato senza difficoltà attraverso le maglie larghe di una censura assai più propensa a colpire l'esposizione dei sessi piuttosto che la bassa macelleria, "L'ultimo treno della notte" mortifica la ragione e offende il comune sentimento del pudore delle persone di buon senso, per gli eccessi di quella pornografia della violenza che raggiunge qui espressioni davvero fastidiose.
Beh, è una critica molto positiva perché è esattamente ciò che volevo. La violenza è pornografica. La violenza è terribile. Nulla è peggiore della violenza, io stesso ne ho orrore. Volevo creare un sentimento di disgusto verso la violenza. Il recensore è rimasto colpito da questa violenza e da tutto l'orrore che volevo trasmettere. L'orrore per la violenza, per tutto ciò che accade nel film, per i personaggi negativi. A parte le due ragazze che in fondo sono solo delle vittime, i personaggi meno negativi sono i due teppisti. Sono personaggi che, a causa della loro estrazione sociale, subiscono tutto. Senza il personaggio della Méril non sarebbe successo tutto questo. Loro avrebbero solo parlato con le ragazze, magari ci avrebbero provato e comunque non si sarebbero mai trovati in questa stazione che vediamo adesso, incontrando i genitori di una delle ragazze che poi faranno far loro la fine che vedremo. Sono delle vittime.
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