Sì, esatto. Era un grande direttore della fotografia ed era anche un uomo "grande" visto che era alto un metro e 90. Il suo capo macchinista, che lo seguiva sempre, era alto come lui.
Io, piccolino, mi trovavo in mezzo a quei due giganti!
Lui aveva fatto dei film straordinari come "La Ciociara" ed anche altri film americani, era davvero un grande direttore della fotografia. Tra l'altro fu il produttore ad impormelo per un film precedente a questo.
"La Cugina"...
Bravo, quello. Ero felicissimo di lavorare con lui, ecco perché poi l'ho chiamato altre volte.
Ricordo un aneddoto su Gábor Pogány. Lei si ricorda la frase che Le ha detto durante le riprese di "Rito D'Amore"?
Mmm...
Le disse che lui pensava di fare il suo film più bello a 80 anni e Lei ha considerato questa frase come una grande dichiarazione d'amore verso il cinema.
Oh sì! Ma non era legata a "Rito D'Amore"
Io ricordo di aver letto così
Sarà stato un errore Anzi, no aspetta Hai ragione!
Era su "Rito D'Amore", ora ricordo.
Amava il cinema in maniera incondizionata. Aveva una piccola abitudine: ogni volta che faceva un viaggio per il cinema prendeva nota delle miglia che aveva percorso in aereo. La cifra totale era incredibile! Io ho fatto esordire suo figlio Cristiano come operatore proprio ne "L'Ultimo Treno Della Notte" e in un altro film l'ho fatto esordire come direttore della fotografia.
Su "L'Ultima Volta".
Sì, aveva 27 o 28 anni e ricordo che quando ho chiamato Gábor per dirgli che avrei fatto esordire suo figlio lui mi chiese come mai non chiamavo lui. Io allora gli risposi che in quel momento avevo un po' di "potere decisionale" e quindi preferivo far esordire un giovane di talento perché altrimenti sarebbe stato difficile imporre un ragazzo.
Ho voluto dargli una mano.
Prima di parlare del rapporto tra il personaggio di Enrico Maria Salerno e quello di sua moglie vorrei citare un altro lavoro di Gábor Pogány per far capire al pubblico la sua importanza e la sua poliedricità. Giovani e meno giovani lo ricordano come il direttore del celebre concerto a Pompei dei Pink Floyd nel 1972, un lavoro straordinario.
È vero.
Intanto vediamo la cena della vigilia di Natale a casa di Enrico Maria Salerno. Ascoltando i suoi dialoghi con la moglie abbiamo capito che ci sono dei problemi tra di loro. Tutto il benessere che li circonda è falso.
Assolutamente. I problemi ci sono praticamente in tutte le coppie e in tutte le famiglie. Lui ha il suo lavoro, lei si occupa soltanto della casa, hanno una sola figlia...
Prima parlavamo del rapporto ambiguo che ha con la sua infermiera che potrebbe essere la sua amante, sua moglie quindi è evidentemente contrariata. Marina Berti è stata molto brava nell'interpretare questo personaggio. Nel suo viso si vede come stia sempre un po' da una parte, come sia sottomessa al marito. Lui è qualcuno di importante, uno che sa tutto, che prende le decisioni. È il capo.
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