Sì. Quando abbiamo girato questa sequenza avevamo nascosto le macchine da presa in mezzo ai veri passeggeri della stazione di Monaco. Il poliziotto che appare nel film è in realtà una comparsa con la divisa. Quando si è messo ad inseguire Bucci e De Grassi che correvano in mezzo alla gente, ci sono state delle persone che vedendoli li hanno bloccati.
Erano degli immigrati che avevano fatto un gesto "civico", diciamo così, verso il Paese che li ospitava.
Mi ricordo che Flavio Bucci sollevò le braccia in aria ripetendo "Stiamo recitando! Sono un attore! Sono un attore!" (ride) per non essere picchiato.
Poi abbiamo ovviamente chiarito tutto e abbiamo girato la scena.
Tra l'altro il treno partiva veramente e i due attori sono saliti mentre era in corsa, come nella scena che avete appena visto. Una volta a bordo hanno chiuso lo sportello e sono usciti dall'altra parte, buttandosi sul marciapiede perché il treno si sarebbe fermato solo un'ora dopo! Sono stati coraggiosi, bisogna dirlo... Chapeau!
L'altro era per girare. I vagoni erano attaccati ad un treno che andava da Roma a Pescara, una città sulla costa adriatica. Partivamo alle 6 di mattina e arrivavamo alle 13 o a mezzogiorno, non ricordo più. Credo a mezzogiorno, comunque. Poi facevamo un'ora di pausa, nel frattempo i vagoni venivano agganciati ad un treno che tornava a Roma per arrivare la sera. Lì ho girato tutte le sequenze nei corridoi, col treno in movimento, con gli attori...
Lo scompartimento dove si svolge la parte più drammatica del film, quella di notte, è stato invece ricostruito in teatro, poggiandolo su delle ruote per dare l'impressione che si muovesse.
Eravate negli studi della DEAR, presumo
Credo di sì.
Siamo ancora nel treno e stiamo per vedere un dialogo tra le due ragazze che ci mostra perfettamente quello di cui si parlava prima: la differenza culturale tra la ragazza tedesca e quella italiana. La ragazza tedesca dice all'italiana di non essere più vergine e quest'ultima, pur essendo sua coetanea, accoglie la notizia con stupore.
Vediamo adesso Macha Méril, della quale non abbiamo ancora avuto modo di parlare. In questo film è molto importante il suo abbigliamento, in particolar modo il velo che le nasconde il volto. Questa era una scelta ben precisa sin dalla sceneggiatura?
No, non era presente in sceneggiatura.
Un film si compone di diverse tappe.
Innanzitutto c'è la sceneggiatura, con la storia e tutto il resto.
Io ho parlato con gli attori, in particolar modo con Macha Méril, alla quale ho raccontato il suo personaggio, arricchendolo.
Ho quindi riscritto la sceneggiatura in modo da renderla protagonista perché sulle prime lei non aveva l'importanza che effettivamente ha nel film.
Riguardandolo ci si rende conto che la vera protagonista è lei perché raccontandole il suo personaggio sono riuscito a dargli quello spessore di cui avevo bisogno.
Queste scene che vediamo adesso sono girate su un vero treno in movimento. Un treno a vostra disposizione che faceva un percorso particolare in Italia
Esatto. Tutte le sequenze sul treno sono state girate in diverse situazioni.
Avevamo noleggiato due vagoni.
Uno era per i generatori, le macchine da presa, i costumi, i trucchi e tutto il resto.
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