Adesso Enrico Maria Salerno sta praticando un'operazione.
Questa è una vera sala operatoria?
Si, è autentica. In ogni caso non ho mai girato in false location.
La sala operatoria è vera, tutti gli strumenti che vedi sono veri.
Ti dirò di più: ho anche ripreso dal vero l'operazione all'appendicite.
Quindi non è un effetto speciale.
No, l'ho ripresa dal vero, nel dettaglio, perché volevo vedere la carne che viene aperta.
Quest'infermiera che stiamo vedendo adesso è Dalila Di Lazzaro.
Esatto.
Com'è stata scelta per questo piccolo ruolo?
Beh, la trovavo molto carina e molto simpatica. Poi viene dalle mie parti, io sono di Venezia. In quel periodo iniziava a lavorare facendo piccole apparizioni e le ho chiesto di fare quest'apparizione nel mio film che è in qualche modo ambigua. L'ambiguità è di Enrico Maria Salerno perché nella mia testa il suo personaggio aveva una relazione con l'infermiera interpretata dalla Di Lazzaro.
È interessante come di questa relazione tra i personaggi non se ne parli mai esplicitamente eppure appaia evidente dai dialoghi tra Enrico Maria Salerno e Marina Berti.
Adesso vediamo le due ragazze che si fanno accompagnare alla stazione, che poi è la vera stazione di Monaco alla quale è legato un aneddoto simpatico che racconteremo dopo.
(ride) Ah sì, daccordo!
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