Poi, quand'ho cominciato a vedere chiaramente questo personaggio, al momento della scelta dei costumi ho scelto il cappello con il velo. Togliendo il velo è come se togliesse una corazza. Scopre così il lato oscuro della sua personalità.
Alla fine del film rimette il velo sul viso per tornare all'immagine di partenza, con la sua facciata. In tanti hanno questa facciata dietro la quale nascondono i propri sentimenti, i propri disagi interiori e persino le proprie perversioni.
A questo proposito è interessante il dialogo tra Bucci e De Grassi quando vedono la donna con la pelliccia all'inizio del film.
Bucci dice: "Guarda questa pelliccia! Vale almeno 3 milioni!". De Grassi risponde: "E allora?" e Bucci conclude: "Niente, ma mi disgusta".
Eh sì
Questo dialogo mostra molto bene quello che stava dicendo prima.
Sì, perché mostra che, allora come oggi, di fronte a persone in difficoltà ci sono persone che non esitano ad ostentare gratuitamente la propria ricchezza con gioielli e pellicce
Una grande attrice italiana, della quale non voglio fare il nome, aveva una grande collezione di pellicce ma non le portava mai in pubblico. Le teneva in casa perché non era politicamente corretto indossarle.
"Vive la cohérence!"
Stiamo vedendo il primo incontro Flavio Bucci e le due ragazze ma ne parleremo meglio in seguito.
Intanto diciamo qualcosa su Flavio Bucci, iniziamo a presentarlo.
All'epoca del film aveva 28 anni, è nato nel 1947, a Torino.
Sicuramente il pubblico francese non sa che è stato un doppiatore importante. Ha infatti prestato la voce a John Travolta per "La Febbre Del Sabato Sera" e "Grease" e persino a Gérard Depardieu ne "L'Ultima Donna", di Marco Ferreri. Oltre ad essere un attore di teatro è anche un autore perché ha scritto diverse pièces e si è formato alla "Scuola Del Teatro Stabile" di Torino. Il suo primo film è del 1971: "La Classe Operaia Va In Paradiso", di Elio Petri. Un ruolo che l'ha reso molto celebre nel cinema di genere è quello che ha in "Suspiria" di Dario Argento, dove interpreta Daniel, il pianista cieco.
Sullo schermo è appena passato un caratterista che si vede abbastanza spesso nei film del periodo: Francesco D'Adda.
Esattamente!
È appena passata una sequenza molto buffa, con i nostalgici nazisti che vengono derisi da Flavio Bucci. È un treno molto strano per quello che riguarda l'umanità che trasporta. Ci sono questi nostalgici del nazismo, un prete con uno strano tic, tra un po' vedremo una signora cicciona quasi "felliniana". Questi personaggi sono stati scelti con un criterio preciso?
Era per divertirmi. Mi divertivo, fare un film vuol dire anche divertirsi. Un treno porta sempre un'umanità eterogenea, quindi ho scelto quasi dei prototipi. I preti ci sono perché la Chiesa era sempre presente nella vita politica di allora, i nostalgici servivano anche per mostrare come i due teppisti non avessero nessun interesse nella politica e sbeffeggiavano queste persone così attaccate al passato.
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