In questo film possiamo dire che tutti gli attori sono impeccabili.
C'è una riflessione che riguarda il film e che vorrei fare. Riguarda quello che per me è un elemento chiave del film: l'aria di ineluttabilità che pervade il film. Alli'nizio quando vediamo le due ragazze che incontrano i due teppisti sappiamo subito che per loro non c'è scampo.
È vero.
E quando vediamo che arrivano a casa del padre della ragazza abbiamo la stessa identica sensazione.
È tipico della tragedia. Basta pensare anche solo a Shakespeare. L'ineluttabilità è un concetto totale, assoluto. Un film poi deve dare dei segnali. Pensiamo alla struttura della sceneggiatura: le due ragazze sono morte e il film è praticamente finito. Invece no, ricomincia seguendo l'ineluttabilità del destino. Hanno preso i biglietti delle ragazze che hanno ucciso e sono obbligati a scendere in quella stazione. Il padre è un medico e quando vede la donna ferita decide di curarla. Io la chiamo "la signora perbene". Ci sono degli elementi che aiutano il riconoscimento degli aguzzini, c'è la cravatta che De Grassi indossa senza sapere che Salerno sapeva che l'avrebbe ricevuta come regalo di Natale. Tutto è previsto, tutto è inevitabile.
È un po una costante del Suo cinema questo fatto di non lasciare nulla al caso. Ogni dialogo, ogni gesto, ha una sua importanza, un suo significato. Anche ora che vediamo Macha Méril che guarda le foto di famiglia e riconosce i visi delle ragazze siamo davanti a qualcosa che arriva per una ragione specifica. Nulla accade per caso.
Esattamente. Cè sempre qualcosa del genere. E adesso lei ha paura, ha capito. Per la prima volta la vediamo spaventata. E c'è questo suo aspetto voyeuristico, con lei che guarda...
...che fruga nelle cose altrui
Si! E poi guardate il suo beauty case. È in coccodrillo, all'epoca era quasi uno status symbol.
All'inizio del film la vediamo che lo compra in un negozio molto elegante e caro.
Esatto. Se avessi fatto il film qualche anno dopo avrei usato un beauty case di Louis Vuitton perché il significato è lo stesso, si tratta di un oggetto che indica l'appartenenza a un clan, ad una categoria sociale. I personaggi di Enrico Maria Salerno e Macha Méril appartengono alla stessa razza, alla stessa umanità. Come le antiche tribù, le caste... Nella nostra società è lo stesso, allora come adesso.
La tragedia sta per compiersi perché Enrico Maria Salerno sta per realizzare quello che è realmente successo. Ed è molto bella questa scena senza stacchi, questo piano sequenza che si stringe sul suo volto e sulla sua espressione di dolore per aver capito tutto. Lui è molto intenso in questa scena e questa è certamente la sequenza più lunga del film, non Le capita spesso di fare delle inquadrature che durino così tanto...
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